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Il 24 luglio del 1877, in una piccola cittadina romagnola, si aprirono i cancelli di uno stabilimento termale che sarebbe diventato negli anni uno dei più ambiti luoghi di benessere. La calma, l’aria preziosa, i vulcanetti naturali di Bergullo, le sorgenti, la natura rigogliosa hanno fatto sì che le Terme di Riolo accogliessero personaggi del calibro di Lord Byron, Gioacchino Murat e i principi Bonaparte, Pellegrino Artusi, Giosuè Carducci.

Passeggiare all’interno del parco secolare ha una valenza meditativa, nei 12 ettari di spazio si incrociano le energie della natura e la bellezza di querce centenarie. Alle Terme di Riolo ci potete arrivare in macchina ma anche comodamente in treno, si scende a Castel Bolognese e si prende un autobus che dalla stazione porta direttamente allo stabilimento in meno di quindici minuti.

Le acque sono sulfuree e salsobromoiodiche, vengono usate per terapie idropiniche, inalatorie e bagni, grazie alle loro proprietà depurative in grado anche di limitare i danni da fumo.

Ma la vera sorpresa di questo luogo sono le strutture architettoniche Liberty, come l’ingresso al Padiglione Centrale dove si effettuano le cure e l’edifico del Grand Hotel delle Terme che ha mantenuto intatto lo stile ed alcuni arredamenti di quel periodo.

La bellezza del giardino unita all’eleganza dell’ambiente fanno di questo hotel una vera oasi per riallineare mente e corpo. I piatti sono serviti in una grande sala con mobili originali d’epoca. Presto vi faremo vedere il meglio nella nostra guida liberty!

Un ringraziamento speciale all’azienda Domani per il costume che vedete in questo servizio

06/07/2016 0 comment
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BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL È PARTITO IL TOUR ITALIANO
BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL È PARTITO IL TOUR ITALIANO
BANFF MOUNTAIN FILM FESTIVAL È PARTITO IL TOUR ITALIANO

Banff Mountain Film Festival è partition tour italiano

Sono sempre sfide, spesso personali, quelle che si fanno in alta montagna. Si scalano vette con la stessa difficoltà e testardaggine con cui si affrontano i sogni, perché le mete raggiunte sono come tasselli mancanti. In quel caleidoscopio straordinario che si chiama personalità. E nel continuo divenire, cambiamento, frustrazione e accettazione di sé ecco che gli sport estremi giocano un ruolo psicologico, rafforzando una carica interiore o un cedimento strutturale dell’anima. Ed è proprio questo che rende affascinante il Banff Mountain Film Festival, è proprio guardando le imprese leggendarie di alcuni protagonisti che capisce cosa vuol dire alzare l’asta delle emozioni. Giunto alla quarta edizione questo appuntamento con gli sport estremi rilancia nell’edizione 2016  otto nuove serate,e raggiungendo un totale di 24 tappe italiane.

Dedicato agli appassionati di montagna e outdoor, offre un’accurata selezione dei migliori corto-medio metraggi presentati alla 40ma edizione del festival canadese: sci, alpinismo, freeride, arrampicata ma anche mountain bike, parapendio e kayak. Ogni serata sono circa due ore di proiezioni.

Banff Mountain Film Festival è partito il tour italiano. Ecco i temi:

Se sciare alla luce della luna è un’esperienza che molte persone hanno fatto, lo stesso non si può dire di un’eclisse totale di sole, un evento quanto mai raro. Eclipse, per la regia di Anthony Bonello e premiato come Best Film Snow Sports, è tra i film in programma e racconta la realizzazione di una grande avventura alle Svalbard, alla caccia della foto perfetta. A questo si aggiunge Chasing Niagara, che racconta il sogno ambizioso di scendere in kayak le cascate del Niagara, premiato a Banff come Best Film Mountain Sport: un’emozionante storia di amicizia tra un gruppo di kayaker con la voglia di alzare sempre l’asticella dei propri limiti… e un finale inaspettato. Non mancherà naturalmente l’arrampicata e, questa volta, la protagonista è una donna. In Golden Gate, la climber americana Emily Harrington si misura con le difficoltà della salita in libera di una delle più famose vie di arrampicata su El Capitan, a Yosemite.

È possibile acquistare i biglietti online al prezzo di prevendita di 15 €, mentre la sera stessa dell’evento al botteghino il costo del biglietto sarà di 16€.

Banff Mountain Film Festival World Tour Italy 2016 – Il Calendario

· Padova, 4 aprile 2016 – Cinema MPX – Pio X, ore 20,30
· Morbegno (Sondrio), 7 aprile 2016 – Cinema Pedretti, ore 20,30
· Casatenovo (Lecco), 8 aprile 2016 – Cinema Auditorium, ore 20,30
· Firenze, 11 aprile 2016 – Cinema Odeon, ore 20,30
· Roma, 12 aprile 2016 – Cinema Moderno-The Space Cinema, ore 20,30
· Terni, 13 aprile 2016 – Cinema Cityplex Politeama Lucioli, ore 20,30
· L’Aquila, 14 aprile 2016 – Cinema Movieplex, ore 20,30
· Cuneo, 20 aprile 2016 – Cinema Monviso
· Champoluc-Ayas (Aosta), 22 agosto, Centro Congressi MonterosaTerme, ore 20,45
· Cortina (Belluno), 25 agosto, Centro Congressi Alexander Girardi Hall, ore 20,45

BMFFWT-ITALY2016_Beat Down Credit Camp4_0 BMFFWT-ITALY2016_Chasing Niagara 01 Matt BakerBMFFWT-ITALY2016_Golden Gate 04 Jon Glassberg Louder Than Eleven BMFFWT-ITALY2016_Golden Gate 06 Jon Glassberg Louder Than ElevenBMFFWT-ITALY2016_Living Rivers Surf 08 Max LoweBanff Mountain Film FestivalBMFFWT-ITALY2016_Degrees North 01 Tero RepoBMFFWT-ITALY2016_Degrees North 02 Tero RepoBMFFWT-ITALY2016_Golden Gate 01 Jon Glassberg Louder Than Eleven

23/03/2016 0 comment
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PFGSTYLE TRAVEL

STREET ART DA BANKSY A BLU PASSANDO PER KEITH HARING E LADY PINK. UNA MOSTRA A BOLOGNA CELEBRA L’ARTE DI STRADA

Li chiamavano imbrattatori di muri e di saracinesche, fino a riconoscerli come artisti portatori sani di contenuti sociali e politici. Poi li hanno inglobati nel graffittismo e infine riconosciuti nell’etichetta “street art”. Che ricorda un po’ lo street style legato al modo della moda, con gli stessi vizi dell’esibizionismo. Infine hanno preso i disegni dalla strada, nel vero senso della parola smembrando mura e cancellate, per collocarli all’interno del Museo della Storia di Bologna, dando vita alla prima mostra dell’arte urbana. Non sono ancora aperte le porte al pubblico di ‘Street art Banksy&Co. – L’arte allo stato urbano’, in mostra da oggi e fino al 26 giugno, che è già polemica avanzata: prima l’artista Blu ha cancellato i suoi graffiti dalle pareti della città, poi la protesta organizzata per domenica (dress code, tanto per fare riferimento alla moda di cui sopra, l’abito blu ) proprio davanti a Palazzo Pepoli sede della mostra. Il motivo è piuttosto chiaro: non si può ingabbiare un’opera destinata a tutti e creata con l’intento di essere vissuta. Se cade il muro muore anche il suo contenuto, cosicché il valore dell’oggetto artistico esiste fino al suo deterioramento. E su questo siamo tutti d’accordo. Tuttavia alla prima per la stampa non ho visto un’accozzaglia di contenuti, o una scia di scritti appiccicati, piuttosto una composizione storica e culturale di un fenomeno vivo da cinquant’anni, la cui interpretazione adesso mi pare chiara.

Ora che la vedo appoggiata alle pareti di un museo, ora che mi spiega il linguaggio dell’arte di strada, nella New York degli anni ’70 e ’80 ( in pratica una mostra nella mostra nella quale si possono vedere le opere dei più grandi graffiti writers e street artists statunitensi come Dondi White, Keith Haring e Lady Pink) e nell’Italia delle rivolte e dei centri sociali. Insomma un linguaggio decodificato, giusto per i comuni mortali, che possa rispondere a certi, lontani quesiti dell’uomo appunto di strada: “ma perché sporcano i muri con quelle scritte?”

Il mio consiglio è di godervi questa avventura, perché la mostra è bella e ci racconta emotivamente di più su certe belle battaglie. Il rischio è che qualche vero imbrattatore sogni di finire in un museo.

Street art Banksy&Co. – L’arte allo stato urbano, mostra curata da Luca Ciancabilla e Christian Omodeo

dal 19 marzo al 26 giugno Palazzo Pepoli – Museo della storia di Bologna

Banksy | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

Banksy | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

Banksy | "Girl with Gasmask" | Exhibitionview: "Beyond melancholia. Sammlung Reinking | Museum für Völkerkunde Hamburg | 1" | Museum für Völkerkunde | 15.06. - 28.09.2014 | Courtesy: Sammlung Reinking / Museum für Völkerkunde Hamburg | Photo: MRpro

Banksy | “Girl with Gasmask” | Exhibitionview: “Beyond melancholia. Sammlung Reinking | Museum für Völkerkunde Hamburg | 1” | Museum für Völkerkunde | 15.06. – 28.09.2014 | Courtesy: Sammlung Reinking / Museum für Völkerkunde Hamburg | Photo: MRpro

Blu | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

Blu | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

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Banksy | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

Banksy | Courtesy: Sammlung Reinking | Photo: Joachim Fliegner

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18/03/2016 5 comments
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Maria Callas

Maria Callas apre aggi a Verona una mostra omaggio

Apre oggi a Verona The Exibition, la prima grande mostra dedicata alla Divina Callas: un riconoscimento alla carriera iniziata proprio 69 anni fa all’Arena di Verona quando il 2 agosto del 1947 debuttò con con la Gioconda di Amilcare Ponchielli. Un viaggio dunque a tutto tondo nella vita dell’artista, con 14 ricchissime sezioni che ne ripercorrono la carriera e la vita privata. La mostra, in anteprima mondiale prodotta e organizzata da Arthemisia Group, resterà aperta al Museo Opera fino al 18 settembre e poi inizierà il suo tour internazionale, da Atene a New York, da Parigi a Città del Messico. Accompagnati dalla voce della Callas vedrete filmati d’epoca, interviste, foto, oggetti a lei appartenuti, documenti, abiti e gioielli del tutto inediti, provenienti da archivi nazionali e internazionali e dallo stesso archivio personale di Maria Callas. Una delle sezioni, per l’esattezza la otto, è dedicata alla Callas icona di stile.

Il rapporto della Callas con gli abiti ecco la sezione dove trarre ispirazione

Sezione 8 – Icona di stile
Se le critiche alle performances vocali di Maria Callas sono tra il 1947 e il 1953 quasi sempre entusiastiche, i commenti sul suo aspetto estetico sono spesso sgradevoli. La Callas, con i suoi quasi 100 chili per 1 metro e 73 di altezza non è esattamente un cigno. Nell’estate del 1952 un critico, con assoluta mancanza di tatto, commentando la sua performance nell’Aida all’Arena di Verona, scrive:  “Impossibile notare la differenza tra le zampe degli elefanti e quelle di Aida”.
Tra l’estate del 1952 e la primavera del 1954 decide quindi di perdere 35 chili, trasformandosi dalla grassa cantante in un’icona di stile ed eleganza dalle sembianze divine. Questa trasformazione estetica coincide con la sua trasformazione artistica: ora a fare da supporto alla sua incredibile voce c’è anche il grande lavoro interpretativo che veicola attraverso il proprio corpo. Una crescita alla quale contribuiscono nel tempo anche grandi registi come Luchino Visconti e Franco Zeffirelli, con i quali sviluppa oltre ad una solida collaborazione anche una profonda amicizia.
Sarà però il legame tra Maria Callas e la sarta milanese Biki a consacrarla regina di eleganza, fino ad essere riconosciuta nel 1957 come la donna più elegante del mondo. Dall’apparizione nel 1954 della “nuova” Callas, magra, elegante e raffinata, e con l’aiuto della sarta Biki e di suo genero Alain Reynaud, ed in seguito di grandi couturier come Dior e Saint-Laurent, la Callas diventa un fenomeno di costume da imitare e idolatrare. Tra fotografie e giornali da lei personalmente custoditi spicca la cura con cui ha conservato il negativo di uno dei leggendari scatti, certamente quello più iconico, realizzati da Jerry Tiffany a New York per un servizio della casa discografica EMI nel 1958, che mette in evidenza ogni dettaglio del volto. Nelle sue pupille si legge con maggiore chiarezza rispetto alle stampe il riflesso del fotografo che la sta immortalando ed è inoltre possibile capire che sino ad oggi l’immagine è stata stampata al contrario, con lo sguardo rivolto verso destra (il negativo ci ha invece svelato che gli occhi della Callas guardavano a sinistra). L’unico servizio fotografico completo custodito dalla Callas è però quello realizzato l’11 aprile 1959 nelle sua casa milanese da Milton Greene, come regalo per il decimo anniversario di nozze con Meneghini, nel quale la cantante diventa intensa, struggente, vera come forse, in quegli anni, non è mai stata. La donna prevale sulla cantante e sulla diva, in una visione inedita che di lì a poco avrebbe ribaltato tutte le scelte artistiche e personali della sua vita.

02_Maria Callas nella sua casa milanese seduta al pianoforte, con il candelabro donatole dal teatro alla Scala, 1955 03_Bozzetto originale di BIKI (Alain Reynaud) per l'abito da concerto indossato da Maria Callas ad Amburgo il 25 ottobre 1973maria callas05_Alberto Savinio, Costume per Armida di rossini, atto II e III, Firenze, Maggio Musicale Fiorentino07_Collier comprato da Maria Callas e indossato per Il Trovatore di Giuseppe Verdi, Mexico City 195112_Maria Callas e il padre a New York nel 1945, da Epoca, 13 gennaio 195714_Maria Callas in camerino si prepara ad interpretare il ruolo di Lady Macbeth, Milano 7 dicembre 1952. Foto Farabola17_Maria Callas nella sua casa milanese per il servizio I Vestiti della Callas, da Grazia 1 giugno 1958. Fotografia di Franco Gremignani10_Maria Callas con Aristotele Onassis. La settimana Incom illustrata, 12 gennaio 196118_Maria Callas nell'opera La Traviata riceve gli applausi sul palcoscenico Palacio de Bellas Artes (Ópera Nacional), Mexico City 17 luglio 1951.09_Maria Callas come Imperatrice d’Egitto all’Imperial Ballo al Waldorf Astoria, New York 15 gennaio 195722_Ritratto fotografico di Maria Callas by Jerry Tiffany, New York 1958. Collezione Ilario Tamassia23_Ritratto fotografico di Maria Callas con dedica a Giovanni Battista Meneghini, 1947 23_Ritratto fotografico di Maria Callas con dedica a Giovanni Battista Meneghini, 194719_Nicola Benois, Figurino per Tosca (Callas), atto I, 1975. Collezione privata 19_Nicola Benois, Figurino per Tosca (Callas), atto I, 1975. Collezione privata21_Nicola Benois, Ritratto di Maria Callas in Tosca, 1975. Collezione privata

11/03/2016 5 comments
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Val Pusteria

Dolomiten Welness Mirabell, il mio soggiorno in Val Pusteria

È neve, magia. Silenzio e lunghe camminate: la Val Pusteria ti regala scenari fiabeschi dove spingere l’immaginazione a mille o restare seduta ad aspettare la luna. Ma anche piste sulle quali sciare, o praticare divertentissimi sport dallo sci di fondo alla discesa con il blokl, una sorta di slittino composto da uno sci situato sotto uno sgabello. Ad Anterselva ho addirittura visto, per la prima volta, i campionati nazionali di Biathlon, una disciplina olimpica dove i partecipanti competono in due specialità, il tiro a segno con la carabina e lo sci di fondo. Devo dirvi davvero spettacolare.

Dolomiten Welness Mirabell a Valdaora

Valdaora si trova in Trentino Alto Adige, ai piedi del Plan de Corones circondata dalla Dolomiti di Braies. Durante il mio soggiorno ho dormito Dolomiten Welness Mirabell, struttura a cinque stelle, 60 spaziose camere spaziose più 8 suites di 55mq, situata in una posizione davvero strategica. La proprietaria, Judith Agstner, che vedete sotto nella foto insieme alla figlia, ci riceve vestita con il Dirndl, l’abito femminile tipico del Tirolo.

Hoel MirabellCon lei inizi a capire la filosofia che muove le giornate al Mirabell: ““Volevo proporre un ambiente di montagna, caratterizzare l’hotel per quello che è, perciò ho puntato sulla vetrate molto ampie che consentono agli ospiti di ammirare i panorami, di sentirsi parte dell’ambiente che li circonda – ci spiega Judith, che ha continuato l’attività alberghiera della madre rilevando l’hotel e trasformandolo nell’attuale struttura di lusso – ho scelto di inserire negli ambienti le stufe caratteristiche dei nostri territori, quella in sala è la stube originale del comune di San Candido. Ma ho anche dato particolare attenzione alla cucina e ai prodotti che somministriamo ai clienti. Scegliamo il chilometro zero e molte cose le facciamo noi, dal burro alla pasta, ai dolci. Serviamo prodotti del nostro orto e compriamo la carne dai macellai della nostra zona”. Per gli sciatori una navetta gratuita vi porterà dall’hotel alle funivie di Plan de Corones, che fanno parte dell’area Dolomiti Superski. La vicinanza con il comprensorio delle Dolomiti di Sesto garantiscono quasi 200 km di piste, da qui si parte anche per la Sellaronda un tour lungo 40 chilometri che collega quattro valli ladine e conduce attorno al Gruppo del Sella.

 

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Se amate sciare ma anche rilassarvi questo è l’hotel per voi. L’area benessere è composta da un piscina interna e da una esterna riscaldata che resta aperta fino alle otto di sera. Fare il bagno sotto la luna con la neve che ti circonda è da sempre uno dei miei momenti preferiti. L”area beauty si estende allo spazio benessere con la Spa Aurora, una intera sezione dedicata all’ayurveda, con la possibilità di seguire una dieta Logie, e l’analisi della salute attraverso l’iride.

 

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Ma la vera chicca dell’Hotel Mirabell è sicuramente la cucina. Oltre alla qualità dei cibi, si usano prodotti a chilometro zero o provenienti dall’orto, il menu offre quattro diverse proposte per ogni tipologia di piatto che spazia dagli antipasti ai primi ai secondi e al dolce. Non c’è bisogno di arrovellarsi scegliendo una portata piuttosto che un’ altra, qui potete mangiare di tutto e assaggiare ogni cosa: due primi, quattro secondi, tre dolci e via dicendo. Ho trovato questo sistema davvero gradevole, non dover fare i conti con le pietanze mi ha permesso di mangiare bene assaporando i manicaretti dello chef Ulrich Plankensteiner, da 26 anni ai fornelli del Mirabell, che vedete sotto nella foto.

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Cibo che si può smaltire sulle piste oppure visitando i dintorni. Noi di pfgstyletravel siamo andati a vedere lo spettacolare Museo di Messner progettato dall’architetto Zaha Hadid Si prende la funivia fino al Plan de Corones, a quota oltre 2200 metri, si cammina qualche minuto e si arriva in faccia al MMM Corones, una delle sei sedi che compongono il Messner Mountain Museum. Le vetrate del museo restituiscono le immagini dell’infanzia di Reinhold Messner, le Odle e il Pilastro centrale del Sasso di santa Croce, così come i ghiacciai granitici che sovrastano la valle Aurina. È proprio qui che la Tim ha girato lo spot con fabio Fabio, come mi avete fatto notare mentre pubblicavo le foto su Instagram.

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E la notte ci si riposa nella stanza ampia e confortevole. Una stube di maiolica, un salottino dove rilassarsi e una terrazza dove prendere il sole la mattina.

04/02/2016 0 comment
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patrizia finucci gallo

Pfgstyle travel vi regala una guida su come scrivere viaggiando

Stiamo lavorando per voi: a fine mese, infatti, potrete scaricare una guida on line che vi insegnerà alcuni elementi di scrittura creativa. In particolare parleremo delle emozioni vissute duranti i nostri viaggi più belli, di come organizzare le sensazioni e riportarle sulla carta. Magari per scrivere un libro oppure solamente per riordinare le idee. Il piccolo “livre de chevet” sarà curato dalla scrittrice Patrizia Finucci Gallo, giornalista e fondatrice della scuola di scrittura Harriette Stanton Blatch segnalata dall’Unesco per l’attività culturale svolta. Se volete conoscere contenuti e anticipazioni scrivete a info@pfgstyletravel.it

Pfgstyle travel vi regala una guida su come scrivere viaggiando

A Patrizia Finucci Gallo è stata dedicata la t-shirt WRITER realizzata dall’azienda Volti Italiani, che propone 26 t-shirts per la Collezione 2016 i cui protagonisti sono uomini e donne noti nei vari settori, dal cinema alla letteratura, dalla moda al teatro.

patrizia finucci gallopatrizia finucci gallo

13/01/2016 0 comment
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pfgstyle travel, patrizia finucci gallo, hotel LaVal, Svizzera

Vacanze sulla neve: l’Hotel LaVal a Brigels ottiene il nostro Cilindro Dandy. unnamed

 

di Patrizia Finucci Gallo

Ci si arriva da Milano in due ore e mezzo attraverso il passo del Lucomagno, gioiello paesaggistico dove Federico Barbarossa oltrepassò le Alpi per calare in Italia. Un valico adatto a persone che non hanno fretta, a quelli che, come noi, si muovono verso il tempo in un delizioso incrocio di attese e di risposte. Per tutti gli altri, quelli che vanno veloci intendo, c’è il passo del San Bernardino. Percorrendo paesini innevati e godendo di viste mozzafiato siamo giunti a Brigels, nel cantone dei Grigioni a 1300 metri di altitudine, la località svizzera che offre più sole all’anno e che ospita la foresta vergine di abeti rossi più alta d’Europa. Tutto intorno l’atmosfera è seducente, siamo lontani dalla mondanità e dalla confusione: anzi, a dirla tutta, è proprio in quest’area che gli sciatori amanti di un certo allure si muovono su 75 chilometri di piste, 25 chilometri di anelli da fondo. E, per gli appassionati di golf, c’è un campo a nove buche nel vicino altipiano Tschuppina.

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Proprio qui sorge l’Hotel La Val Bergspa, inaugurato nel 2010 con 33 camere e suite, proprietari Susan e Chris Faber. Una struttura di grande fascino, che rimanda agli chalet svizzeri che vedi nelle cartoline, quelli con il caminetto acceso nella biblioteca, i colori caldi delle abat – jour  e le finestre ampie a incorniciare paesaggi innevati. “Abbiamo voluto in qualche modo investire sulla storia dei nostri luoghi – spiega Chris Faber – utilizzando legno e pietra per rendere armonica la costruzione con la natura che la circonda. Ma anche ricordare la nostra lingua scrivendo frasi in romancio su paralumi e  porte”. Qui il lusso è privo di ostentazione. Raccolto e finalizzato alla fruizione delle cose, ci regala un mood esperienziale abbastanza incline alla moderna mindfulness.

All’Hotel LaVal abbiamo dato il nostro Cilindro Dandy, un punteggio di merito come “locale d’autore” indicato per viaggiatori dandy. Ha saputo coniugare riservatezza ed eleganza ad un sano principio di benessere corpo e mente.

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Fiore all’occhiello di questo hotel a quattro stelle è la SPA di 500 mq, con pareti in quarzite di Vals lavorata in modo grezzo  che ha ottenuto nel 2012 il prestigioso premio Senses Award come “World’s Best Alpine Spa”. Potete fare eccellenti trattamenti con prodotti della linea St. Barth, Thalgo e Jacqueline Piotaz. Io ho provato quello per il viso con pulizia e maschera rassodante. ma anche rilassarvi con la sauna finlandese o quella alle erbe, le docce emozionali, due bagni turchi, una vasca wellness con acqua a 31 gradi e idromassaggio integrato.

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La scelta del cibo rientra nell’alto livello di tutto il progetto, sia nel ristorante Ustria Miracla che nell’attiguo bistrò Rubi se si vuole una cena più veloce. Lo chef Rudolf Müller, 52 anni, si ispira alla cucina mediterranea con virtuosismi grigionesi, proponendo ingredienti biologici, carne locale, cucina con olio d’oliva e senza burro. Un impianto mentale che gli è valso 15 punti della Gault & Millau Suisse, in pratica il nostro Gambero Rosso. Per quanto mi riguarda ho apprezzato i ravioli di ricotta e formaggio d’Alpe Grigionese, l’entrecote di Brigelser manzo con verdurine rosolate e risotto di Fregula. Per finire, parfait di arance e Grand Marnier con insalatina e sorbetto croccante al miele. Ci ha accompagnato la garbata professionalità del restaurant manager Raffaele D’Ezio, italiano esperto sommelier, che mi ha fatto scoprire il Pecorino, vino abruzzese, vitigno di Arquata del Tronto messo a dimora dai frati francescani riscoperto e valorizzato in questi ultimi anni. Nel pomeriggio siamo stati rapiti dal profumo di aromi che si sprigiona nell’area tea time, con torte dai nomi evocativi come Forêt noir e pasticceria a base di flan, mignon e gustose éclair preparati dal pasticcere francese Arnold Laurent, originario di Reims.

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Arnold Laurent ei suoi dolci

Hotel La Val, Brigels, Switzerland - TerraceLa sera a Brugels è bellissima, sembra di vivere in una fiaba. Le luci delle case intorno si accendono e illuminano i tetti innevati. Dalla nostra camera, molto ampia e con una bella terrazza, abbiamo visto le stelle. Sembrava possibile toccare il cielo, tanto era limpido e immenso.  In questi casi non servono le parole. Il silenzio è molto più eloquente.

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Vacanze sulla neve: l’Hotel LaVal a Brigles ottiene il nostro Cilindro Dandy. Ecco cosa ci è piaciuto.

Prima di tutto l’atmosfera che si respira: pellami morbidi, legno di recupero nelle stanze e pietra naturale dei Grigioni, lampade con poesie in romancio sui paralumi, libri da leggere davanti al camino acceso, una ricca selezione di distillati e un silenzio compito e rispettoso. Poi quella sensazione di benessere che si ha in casa propria unita alla bellezza di uno chalet d’inverno in mezzo al bosco. Infine il fantastico fumoir, con tanto di libri inglesi e sigari LaVal.

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Grazie a: Hotel LaVal
05/01/2016 0 comment
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Dormire da Liz Taylor

La casa dove vive parla un po’ di sé e molto di Elisabeth Taylor. Tant’è che fra i suoi prossimi obiettivi c’è quello di mettere a punto un museo con tutta la sua storia, legata a stretto filo con una delle attrici più amate di Hollywood. Marina Castelnuovo, la sosia ufficiale di Liz Taylor, ci ha aperto le porte di casa propria mostrandoci come si dorme da  Liz.

QUI se vuoi leggere l’intervista a Marina Castelnuovo la sosia 

Dormire da Liz Taylor

È da quella scritta davanti al cancello che capisci dove sei finito: Villa Liz, a pochi chilometri da Varese, non è proprio  un’abitazione hollywoodiana come quella di Elisabeth, tuttavia il mood che si respira ha a che fare con piume, struzzi e calde atmosfere regalate da pezzi di design. Al piano di sotto una stanza armadio, costruita come una cassaforte, racchiude gli abiti di scena che cuciono su Marina Castelnuovo la sua seconda vita. Quella della star. «Sì, è un’oasi di pace che in parte ho destinato a bed & breakfast, ci racconta Marina, è un luogo ideale immerso nel verde dove trascorrere qualche giorno di vacanza e visitare i dintorni. Oppure un appoggio per chi deve raggiungere velocemente la città di Milano per lavoro. Ho intenzione di destinare un’area della casa a museo, le persone che vengono qui vogliono anche una storia. E io ne ho da raccontare». Le camere si trovano tutte al piano terreno e si affacciano sull’ampio parco della villa. 85 euro per la doppia non sono tanti se poi ci aggiungi un caffè con Liz!

Bed & Breakfast Villa Liz

Via F.Londonio 37 Varese

Tel: 0332-241341 e mail info@villaliz.it

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18/12/2015 0 comment
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fgstyletravel

PFGSTYLE TRAVEL PARTY

Ieri sera, nella splendida cornice di Campogrande Concept, abbiamo illustrato il nostro nuovo magazine PFGSTYLE TRAVEL. È stato un momento emozionante, potete bene immaginare. Ci vado a nozze in questo progetto viaggiare dandy e spero piaccia tanto anche a voi. Vorrei che fosse uno strumento di lettura, un percorso da fare insieme affinché il viaggio sia sempre una scoperta interiore. Una filosofia del divenire. Francesco Leone, esperto in comunicazione, ha definito PFGSTYLE TRAVEL “un progetto rivoluzionario, perché non propone stellette di favore sugli hotel o sui locali dove mangiare, ma invita gli utenti a perdersi, a lasciarsi andare, con atteggiamento non finalizzato. È una strada per conoscere luoghi alternativi, dove fermarsi. Apri PFGSTYLE TRAVEL e quello che ti si offre è una serie di esperienze narrative, la chiave è che si legge come fosse un libro. Ma qui a quel libro puoi andare incontro”.

PFGSTYLE TRAVEL PARTY. A gennaio una guida di scrittura creativa per trasformare un viaggio in un racconto 

PFGSTYLE TRAVEL ha in cantiere tante attività: la prima sarà a gennaio quando potrete scaricare gratuitamente una speciale guida tutta per voi, i testi saranno i miei e la parte visual curata dall’agenzia di comunicazione GOODIDEASTYLE.     Abbiamo pensato che ogni viaggio è un pezzo di storia e se voi quelle storie le volete raccontare allora munitevi di tempo e di pazienza. Preparatevi per guardare il mondo con un occhio allenato, a puntare la pupilla oltre l’apparenza. Noi vi insegneremo a trasformare gli appunti di viaggio in piccoli racconti.

“Ma i veri viaggiatori partono per partire e basta: cuori lievi, simili a palloncini che solo il caso muove eternamente, dicono sempre “Andiamo”, e non sanno perchè. I loro desideri hanno le forme delle nuvole. (Charles Baudelaire)2

 

17/12/2015 0 comment
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Terme Slovenia

Terme della Slovenia, prima tappa del tour: Portorose

di PATRIZIA FINUCCI GALLO

Lo scopo del lavoro, sosteneva Aristotele, è quello di guadagnarsi il tempo libero. Rilassamento, benessere, tranquillità. Noi di pfgstyle travel abbiamo visitato alcuni fra gli stabilimenti termali più importanti della Slovenia. In questi luoghi troverete panorami straordinari, pieni di verde e di sapori antichi. Molte zone sono rimaste intatte, lontane da costruzioni folli, le campagne e i boschi sono spettacolari. In inverno la magia dei profumi, i mercatini e i colori del Natale rendono davvero affascinante un percorso di benessere, studiato per godere delle acque termali calde a cielo aperto. Anche con i gradi che rasentano lo zero.

Terme SloveniaTerme Slovenia

Terme della Slovenia, prima tappa del tour: Portorose – Life Class Hotels & Spa

Raggiungere Portorose è molto facile, pochi chilometri dopo Trieste e già vi trovate in terra istriana. Al confine potete acquistare un bollino valido per il transito in tutte le autostrade. Una volta giunti a destinazione vedrete le acque limpide del Golfo di Pirano e godrete di un clima mediterraneo dal profumo di sale. Nelle vicinanze di Portorose ci sono infatti le Saline di Sicciole, un parco naturale di 700 ettari di estensione, dove ancora oggi si produce il sale che potete poi acquistare. All’interno, percorrendo le distanze e godendovi la natura in bicicletta, visitate il museo che illustra l’arte, la vita e il lavoro dei salinai nel corso dei secoli fino ai giorni nostri.

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Portorose era conosciuta già nel lontano tredicesimo secolo per le sue importanti proprietà benefiche: i frati del Monastero di San Lorenzo curavano la tubercolosi, le malattie reumatiche e l’obesità utilizzando l’acqua marina e la salamoia. Una modalità adottata nel 1879 anche dal medico di Pirano, Giovanni Lugniani, il quale era solito rimediare ai reumatismi con gli impacchi di fanghi salini. La tradizione termale lunga diversi secoli continua ad affascinare i turisti.

Terme Sloveniawai-thai-vip-roomIl mio soggiorno ha avuto inizio nella catena LifeClassHotels & Resort, un complesso alberghiero che offre diverse tipologie di accoglienza, compreso l’Active-Wellness dell’Hotel Apollo, un vero centro di rilassamento mente e corpo con cucina macrobiotica e camere spaziose per praticare yoga e stretching. Giusto il tempo di posare i bagagli e sistemare i vestiti nell’armadio che già un appuntamento mi stava reclamando. Il piacere di entrare nel tempio thailandese del benessere WaiThai dell’Hotel Riviera era assoluto. Quando le porte rosse si sono aperte sono stata accolta da un profumo di spezie e di tisane calde, le luci morbide e i colori della sala ricordavano i luoghi dell’Estremo Oriente, con un certo gusto mistico creato dal maestro di arti decorative Ivo Kisov.

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Nella sala al piano di sopra ho sperimentato il massaggio tradizionale tailandese Nuad Bo Rarn che raccoglie in sé il sapere dello yoga indiano, dell’agopuntura e chiropratica cinesi e dello shiatsu giapponese. Al massimo del rilassamento sono tornata in camera, ho pranzato guardando il mare dal salottino della mia camera e ho dormito con la mente svuotata.

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L’indomani ho aperto gli occhi verso un sole magnifico, il profumo dell’aria frizzante metteva decisamente di buon umore. Ho fatto due passi a piedi e ho raggiunto il complesso di piscine. Mi sono immersa in uno specchio d’acqua con Mare Primordiale termale: proprio così, l’acqua proviene da una sorgente profonda e purissima, che ha mantenuto intatti i termominerali presenti 42 mila anni fa. Immergersi fa effetto, l’acqua è molto leggera e si ha la sensazione che ti avvolga come una coperta. Inutile dire che il rilassamento è totale. Una volta uscita dalle piscine puoi beneficiare del Sauna Park, 7 tipi di sauna (bagno al vapore marino, sauna saracena, finlandese, thalasso sauna tepidarium, alle erbe e laconium) su 1.000 mq di superficie.

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Al centro fitness invece ho scoperto lo scrub al sale marino e i fanghi di bellezza salini, una pelle così levigata dà un senso di straordinario benessere fisico.

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Cosa mangiare:

Assaggiate il branzino di Pirano cotto nel sale e la torta Fior di Sale nella pasticceria Café Centrale.

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Cosa vedere:

Pirano, le saline di Sicciole 

Dove dormire:

Grand Hotel Portoroz se amate il luxury, questo hotel è direttamente collegato con il Centro Benessere.

Active Wellness Hotel Apollo, 4 stelle superior è un complesso nuovissimo con 87 camere. Tutta la filosfia di questa struttura è incentrata sul bensessere, con offerte culinarie basate su prodotti locali e petite macrobiotica. Ogni piano dell’albergo è stato ispirato a un’erba aromatica.

Hotel Riviera, se ami i trattamenti thailandesi, dispone di piscina all’interno con acqua di mare.

Hotel Slovenija, se volete godervi una fantastica vista sul Golfo, ha un elegante ristorante e al suo interno e 16 suite.

Hotel Neptun e Hotel Mirna se avete figli e vi piace la tranquillità si distinguono per le camere spaziose e confortevoli. 

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Lascio il mare con un tramonto di buon auspicio, so che domani mi sveglierò nell’entroterra della Slovenia, fra distese di verde e terme secolari. Il mio viaggio prosegue verso Krka (…continua)

14/12/2015 0 comment
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