Home Uncategorized
Category

Uncategorized

Lo riconosci appena senti scivolare La bollente fra le dita, quel certo benvenuto che sa di fumo e di tempo insieme. Di quegli impianti termali, di cui sopravvivono oggi alcuni resti risalenti all’età imperiale e ritrovati nel 1913 nel mezzo della costruzione di un edificio.

Tutto è storia, tessuto, profumi e spazi. Luoghi che puoi inanellare seguendo l’istinto o buttarti su una mappa per disegnarne i contorni. Cosicché è un attimo decidere di cambiare scenario e dalla Piazza della Bollente entrare nella Cisterna, la città vecchia, piena di piccoli ristoranti che profumano le strade. Poi via di nuovo in sella a una bicicletta, puoi noleggiarla da Aad Van Opstal, direzione la panchina gigante di Alice Bel Colle. Un percorso non facilissimo, per chi non ha dimestichezza con la fatica, ma affascinante e pieno di suggestioni.



Di castelli e castellane

Acqui Terme è un giro di giostra antica e chi ci è salito continua a giocare fra cavalieri e luoghi incantati.

Ci sono storie di castelli e castellani. Di chi il maniero se l’è trovato in casa e di chi invece se ne è innamorato e l’ha comprato. Proprio qui, a Morsasco. L’omonimo castello appartenuto ai Malaspina, ai Londra, ai Gonzaga, ai Centurione e ai Pallavicino, oggi pulsa nelle mani di Aldo Cichero, architetto navale, e della sua compagna Franca. Potete visitarlo ed innamorarvene anche voi.

Ah, l’amore. In mezzo ai baci isolati di una giovane coppia seduta nei gradini del teatro Romano o fra le mura di Villa Ottolenghi Wedekin teatro di una coppia felice circondata d’arte e di passioni. In un brivido che dagli anni venti viaggia ai giorni nostri, tale e quale lo puoi avvertire entrando in quel contesto.

E la sera è speciale. fatta di specialità.

Due assaggi di focaccia e un calice di Acqui Rosé.

E poi via ai plin e al filetto baciato.

E al cibo che dona gusto alla vista.

E poi è notte.

Ci vediamo ad Acqui Terme

18/05/2019 0 comment
0 Facebook Twitter Google + Pinterest

di Patrizia Finucci Gallo

C’è dinamismo, selettività e quel piacere decantato da Gabriele D’Annunzio: una  mescolanza di sapori dal piglio battagliero. Dal piatto al palato,  fra ingegnosi accostamenti e sferificazione azotata per un cocktail di scampi in versione sferica.

Gianluca Renzi, romano classe 1989, cresciuto nella scuola di Heinz Beck, è il “piatto” forte del Ristorante I portici di Bologna una stella Michelin dal 2012. Uno chef d’avanguardia, arrivato da poco con la squadra, che utilizza il termine rivisitazione come ponte epocale fra una panzanella della tradizione toscana e la nuova versione scomposta arricchita con ricciola marinata al lime e pomodorini.

IMG_6859

Si offre al sapore raffinato il Raviolo d’anatra coperto da una fonduta di parmigiano reggiano 36 mesi, gaudente il  lombo di agnello ai frutti rossi e rape rosse, ingegnoso l’astice con pepite frozen di squacquerone e pratino di insalata.

image0-8

 

E se vi piace il dandismo del Vate la cui citazione, “bisogna fare della propria vita come si fa un’opera d’arte”, è un invito alla bellezza qui siete nel luogo giusto. Giacché davanti a un piatto speciale, dall’imprinting futurista, potete alzare gli occhi e godervi gli affreschi liberty circostanti. E mettere in scena il meglio di voi. Seduti a un tavolo dell’antico del Teatro Eden, caffè chantant del 1899.

Schermata 2020-10-20 alle 16.13.44

C3DD8702-695C-40EB-BD40-FE3D9C7E173A-scaled-e1601535574873

 

Ristorante I Portici Via Dell’Indipendenza, 69 Bologna tel 051- 4218562

13/10/2020 0 comment
1 Facebook Twitter Google + Pinterest
Translate »